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Città e Siti Unesco

Otto Città etrusche candidate a Patrimonio Unesco, un tour delle meraviglie nell’Italia centrale

06 giugno 2018

«Le città etrusche italiane conservano nelle loro rovine il DNA della nostra civiltà, per questo motivo otto borghi e cittadine dell’Italia centro-settentrionale hanno formato una cordata per chiedere all’unisono di essere riconosciute Patrimonio dell’umanità UNESCO, scopriamo quali»

Succede che otto città etrusche, nel gennaio 2017, si coalizzino come una formazione di Serie A per imporre la loro presenza tra i siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Il Progetto si chiama Spur – Città Etrusche e coinvolge otto fuoriclasse della tradizione etrusca in Italia: Perugia e Orvieto, capofila dell’iniziativa, Volterra, Marzabotto, Piombino, Formello, Tarquinia e Arezzo a seguire. Otto meravigliose città etrusche per un intento comune, quello di creare una strategia condivisa e fare sistema – ciascuna con i propri punti di forza – per promuovere un patrimonio culturale le cui origini risalgono alla culla della civiltà italiana.

Perugia

  • Perché è tra le città etrusche : l’antica cinta difensiva della città è di origine etrusca.
  • Cos’altro non potete perdervi : la Galleria Nazionale dell’Umbria: gioiello puro, ospita uno dei maggiori patrimoni artistici dell’Umbria, rifatevi pure gli occhi con Piero della Francesca, Beato Angelico, Perugino e Pinturicchio, grazie. La Fontana Maggiore è il simbolo della città. Sulle sue pareti sono raffigurati i personaggi legati alla fondazione di Perugia. L’Umbria Jazz: non c’è bisogno di essere degli adepti del genere per godervi uno dei più bei festival musicali d’Italia, con un calendario sempre più variegato di artisti internazionali, ogni anno a luglio.
  • Il piatto tipico : Gli strangozzi. Fettuccine fatte in casa con amore e servite, possibilmente, al tartufo o alla norcina.
  • Curiosità : Il pulpito del magnifico Duomo è detto “di San Bernardino” perché è proprio da lì che il Santo teneva la sue prediche.

Marzabotto

  • Perché è tra le città etrusche : anticamente era la città etrusca di Kainua.
  • Cos’altro non potete perdervi: il complesso archeologico: in pianta ortogonale, ha due necropoli, un’acropoli e due zone sacre, è un’importantissima testimonianza della civiltà etrusca. Il museo Etrusco ospita un’importante collezione di oggetti e reperti ritrovati durante gli scavi dell’area archeologica.
  • Il piatto tipico: siete a un passo da Bologna, dico solo questo. Tortellini per tutti, abbiamo detto?
  • Curiosità: Marzabotto è tristemente noto per le stragi dei nazifascisti avvenute nel 1944, annoverate tra i più grandi crimini della Seconda Guerra Mondiale. La città di Kainua è stata abbandonata dopo soli due secoli dalla sua fondazione, si è mantenuta perfettamente conservata sotto strati di terra.

Orvieto

  • Perché è tra le città etrusche: A Orvieto si trova un santuario federale etrusco dedicato al dio Voltumna.
  • Cos’altro non potete perdervi: Il Pozzo di San Patrizio, una mirabolante opera d’ingegneria in perfette condizioni; il Duomo, meraviglia romano-gotica, che custodisce il Sacro Corporale.
  • Il piatto tipico: La lumachella orvietana, un rustico esplosivo a base di strutto, parti di maiale e pecorino rigorosamente locale.
  • Curiosità: Il fischietto d’Orvieto, il famoso vino locale, trae il suo sapore inconfondibile dalle terra di natura vulcanica su cui poggiano i vigneti nella zona circostante la rupe su cui poggia la città.

Formello

  • Perché è tra le città etrusche : È stata definita città del Sacro.
  • Cos’altro non potete perdervi: la meridiana nella chiesa di San Lorenzo, che segna il mezzogiorno solare di Formello. Palazzo Chigi, dal 2011 di nuovo in tutto il suo splendore, ospita il polo culturale del borgo.
  • Il piatto tipico: gli Stracci, simili ai cannelloni, ma con ripieno di frittatine di uovo e farina.
  • Curiosità: A Palazzo Chigi ha sede anche il Museo delle curiosità naturali, peregrine e antiche, un nome che è tutto un programma.

Tarquinia

  •  Perché è tra le città etrusche : qui si trova l’antico porto etrusco di Gravisca.
  • Cos’altro non potete perdervi: la necropoli, tutto quello che dovete sapere sugli etruschi lo trovate qui, quello che manca lo vedrete certamente esposto al Museo Nazionale Etrusco, a Palazzo Vitelleschi.
  • Il piatto tipico: funghi ferlenghi, serviti magari con pasta di grano duro tipica della zona.
  • Curiosità: la giostra delle Contrade è l’occasione che riunisce le cinque contrade di Tarquinia nella Giostra del Saracino, che comprende anche una meravigliosa rievocazione storica medievale.

Piombino

  • Perché è tra le città etrusche : È la città del metallo etrusco
  • Cos’altro non potete perdervi: entrando in città attraverso il Torrione, l’unica porta di accesso, fermatevi alla Torre dell’Orologio e poi raggiungete Piazza Bovio, una delle migliori viste panoramiche sull’Isola d’Elba. Il Castello, del 1500, è opera di Cosimo de’ Medici.
  • Il piatto tipico: segnalatoci a gran voce, il polpo alla piombinese è considerato il piatto tipico della zona, bollito per oltre un’ora e servito su fette di pane abbrustolite.
  • Curiosità: Napoleone assegnò Piombino alla sorella Elisa Bonaparte Baciocchi, reggente del principato di Lucca e Piombino. La città divenne ‘la piccola Parigi’, come amava chiamarla la Principessa, e visse un periodo di grande benessere e fervore.

Volterra

  • Perché è tra le città etrusche : per la meravigliosa acropoli etrusca
  • Cos’altro non potete perdervi: il Museo della Tortura, un tuffo nei gioiosi modi di infliggere dolore agli altri secondo la tradizione medievale; il teatro romano, costruito su un pendio nel I secolo a.C.
  • Il piatto tipico: la zuppa alla volterrana, verdure e legumi da gustare sia calda che fredda.
  • Curiosità: i romanticoni di voi ricorderanno Volterra come il set di Twilight, casa dei Volturi, la più antica famiglia di vampiri italiani.

Arezzo

  • Perché è tra le città etrusche : Il teatro – tempio etrusco, usato per rappresentazioni di carattere religioso.
  • Cos’altro non potete perdervi: Il Duomo, con la sua Maddalena di Piero della Francesca e le opere di Vasari e Signorelli esposte nel Museo Diocesano. La casa museo di Giorgio Vasari condensa così tante opere e affreschi da creare un effetto ottico tridimensionale fantastico.
  • Il piatto tipico: Pasta fatta in casa al sugo d’anatra e i crostini neri di capperi, vitello, milza, acciughe.
  • Curiosità: nella Basilica di San Francesco è ospitata la Leggenda della Vera Croce di Piero della Francesca, ciclo di affreschi ispirato alla leggenda medievale secondo cui il pezzo di legno della croce di Gesù fu costruito col legno cresciuto dal ramo che Dio mise in bocca ad Adamo morto.

Fonte: Carolina Attanasio – Snapitaly Magazine

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